Cosimo non gli era stato di grande aiuto. “Come al solito”, pensò Duccio. “Ogni volta che si cerca una qualche informazione Cosimo inizia a straparlare e non arriva mai al dunque. Da anni è considerato uno dei migliori informatori della polizia, ma a me proprio non pare una fonte attendibile. I suoi cockail a base di cima di rapa, poi, fanno proprio vomitare!”.
Vagando per il parco senza meta, senza far caso all’olezzo di stagno che si portava appresso dopo la notte passata in mezzo all’erba ad osservare le rane, Duccio si scervellava per trovare un modo per ottenere informazioni dalla folta comunità cubana presente in città. La cosa non era affatto semplice; per riuscire a fare amicizia con loro si deve essere in grado di ballare tre salsa e due merengue senza sbagliare un passo e per Duccio questo è del tutto impensabile. L’unica volta che aveva ballato alla sua comunione con la nonna, le aveva fatto involontariamente lo sgambetto e l’aveva fatta cadere sulla torta. Da quel giorno provava una repulsione profonda per il ballo e per la musica dal vivo.
“Ehi tu, lo vuoi un krapfen?” chiese una voce gioviale alle sue spalle.
Duccio si bloccò di colpo e si girò. Un carrettino del tutto simile a quello dei gelati stava facendo il giro del parco con il suo carico di bomboloni e cornetti.
“Mi sembri piuttosto malmesso stamattina; se vuoi te ne offro uno”.
“Ok, vada per uno alla marmellata”, boffonchiò Duccio ancora sorpreso dalla gentile offerta.
“Mi spiace amico, in questo parco i krapfen alla marmellata sono proibiti. Solo alla crema o alla Nutella”.
“Oh mio Dio! Krapfen alla Nutella, che schifezza! Chi è che proibisce quelli alla marmellata qui?”
“Guarda che tu non puoi andartene in giro a chiedere queste cose così liberamente senza rischiare grosso”, disse il venditore abbassando la voce di due toni, “qua lo sanno tutti che questo parco è zona della famiglia dei Marallanos e loro odiano i krapfen alla marmellata. I Marallanos controllano lo spaccio di krapfen e cornetti di tutta la zona e di tutte le ricreazioni delle scuole del quartiere”.
“Marallanos eh? Non sono di qui, immagino.”
“Devi essere proprio un deficiente. Secondo te nel quartiere cubano chi dovrebbe governare? Il partito comunista o la polizia italiana? E’ ovvio che sono tutti cubani, sia i buoni, sia i cattivi.”
“Bene” pensò Duccio “malavita organizzata cubana. E’ quello che ci vuole per ottenere le giuste soffiate”.
Mantenendo l’aria da allocco migliore che potesse (e non doveva fare, invero, un grande sforzo) Duccio si rivolse al venditore.
“Dove si possono trovare questi Marallanos, che ci dovrei fare quattro chiacchiere?”
“Amico sei proprio uno scemo se pensi che loro si facciano trovare così dal primo barbone che capita. Non sono affari miei però, quindi se vuoi vedertela brutta, vai ogni secondo martedì del mese all’entrata del parco e vedrai due dei tirapiedi dei Marallanos ritirare le mazzette dal carrettino che presidia la zona. Fai attenzione però, se sospettano di qualcosa sono spietati. Si racconta che ad un sospetto impiccione abbiano fatto mangiare tutti i krapfen del carretto, fino a fargli uscire la crema pasticcera dalle narici”.
CONTINUA